LA' DOVE OSANO I MILONGUERI

sabato 27 febbraio 2016

Positivi e Propositivi

Anche se una Tanguera ci piace e noi  piacciamo  a lei, prima di iniziare a muoverci  assicuriamoci che sia in pace con se stessa, che sia rilassata .
Rassicuriamola con un abbraccio confortevole ed accogliente , che l'aiuti fin dai primi istanti a raggiungere una piena consapevolezza,  affinché possa fidarsi  di Noi  in quei dodici minuti condivisi.



Entrambi comprenderemo se sarà un abbraccio teso e confuso.

Se questa " insicurezza " percepita , sia poi frutto di situazioni sentimentali in contrasto, o di periodi di transizioni con storie finite in realtà infinite, comunque non comportiamoci da assistenti sociali ne da psicologi .


IL piacersi è solo una fase iniziale, dopo c'è il completarsi nell'abbraccio , che non dovrà  essere a senso unico ma dovrà essere un reciproco scambio, un  dare ed avere, un proporre ed un disporre .

 Affinché accada il "Miracolo" della connessione e dell'intesa ,  c'è bisogno di serenità d'animo e gioia di vivere il momento.

Ricordiamoci  sempre che dobbiamo essere Tangueri positivi e propositivi, come un amante che non finisce mai di sorprendere e stupire, NON un uomo qualunque,  su cui lei appoggia il suo abbraccio in attesa di trasporto e conforto.

GP





martedì 23 febbraio 2016

Postura ed Eleganza

Maja e Marko

Mi piacciono. Ballano con Eleganza e fluidità.
Un bellissimo abbraccio stretto, una tecnica adatta per ballare e divertirsi in tutte le Milonghe,  
anche nelle più affollate.

Bravissimi ad insegnare .

Se posso permettermi un appunto a mio modesto avviso manca l'enfasi espressiva  delle emozione e passioni, la Teatralità interpretativa, la " Tanghite " come la definisce Marcela !

Esperienza molto positiva, piacevoli e divertenti nel loro modo di ballare alternandosi fra il tempo e la Musicalità.



mercoledì 17 febbraio 2016

Ascolto Istinto ed Armonia

Una Coppia Istintiva ed Armoniosa .
Ballano meravigliosamente muovendosi all' unisono tra le note e la melodia, come se fossero  gli autori di quella musica, due elementi in più nell'orchestra .
Passeggiano abbracciati su un improbabile " pentagramma" con  l'intesa e la passione di due amanti,  il cui  scopo è sorprendersi senza schemi precostituiti.
Mimica, interpretazione e teatralità,  elementi essenziali per trasmettere emozioni, senza  mai dare nulla di scontato !!


lunedì 15 febbraio 2016

La vita disperata dei pavoni , analogie Umane



La dove osano i ...Pavoni , analogie Tanguere .


In ogni Tanguero convive un Pavone 
I maschi dei pavoni per accoppiarsi devono inventarsi di tutto: fare la ruota, emettere ultrasuoni e fingere di avere avuto più compagne di quelle che hanno avuto davvero
È così facile disprezzare il pavone. Se lo guardate mentre avanza vanitoso, cammina impettito, e si volta sfacciatamente per controllarsi il didietro, capirete perfettamente come si è guadagnato la reputazione del più insopportabile narcisista in natura.
Come ha potuto la natura inventare una creatura così ornamentale, ingombrante ed equipaggiata in modo talmente futile e costoso? Questa domanda teneva Charles Darwin sveglio la notte. Inizialmente la coda del pavone, così voluminosa e vistosa, sembrava contraddire la teoria della selezione naturale per cui gli animali avevano successo o soccombevano in base alla loro capacità di adattarsi con efficacia alla natura circostante. «La vista di una piuma della coda del pavone, da qualunque lato la si consideri, mi fa sentire male», scrisse una volta Darwin a un suo amico. di Rachel E. Gross 
Ma soffermarsi sulla goffaggine di questo uccello significava perdere di vista il punto. I pavoni erano soggetti alle pressioni della selezione naturale come qualsiasi altro animale; semplicemente rispondevano a richieste leggermente diverse. Il corteggiamento dei pavoni – come quello del gallo della salvia, del colibrì e della mosca della frutta – ruota attorno al lek, cioè una zona definita in cui i maschi si radunano per corteggiare le femmine, ostentando i colori del piumaggio o del mantello, danzando e cantando. I pavoni si sono quindi evoluti per esibirsi davanti alle femmine della loro specie insieme ad altri maschi. E le femmine pavone possono essere davvero difficili: in un normale lek circa il 5 per cento dei maschi ottiene la maggior parte delle femmine, mentre quasi tutti gli altri non ottengono niente di niente, spiega Angela Freeman della University of Winnipeg di Manitoba, in Canada. Quando si parla di forti incentivi per compiacere la tua donna!
E così Darwin, come i pavoni femmine, capì il senso dell’insensatezza del pavone. 
Per esempio, questi ricercatori hanno scoperto che non basta l’apparenza per attirare un pavone femmina. Una recente ricerca pubblicata su Animal Behaviour ha scoperto che i pavoni fanno affidamento sul suono e sul movimento quanto sull’aspetto: per attirare le femmine, per esempio, emettono infrasuoni che le orecchie umane non riescono ad avvertire. «Il quadro che emerge è che l’udito può essere di gran lunga più importante della vista», dice Jim Hare, scienziato del comportamento animale alla University of Manitoba e capo ricercatore dello studio. Hare ha anche osservato pavoni in cattività mentre tubavano con le pareti del rifugio in cemento in cui si trovavano: l’equivalente acustico del fare le prove davanti allo specchio.
Per avere successo, il pavone maschio non deve essere soltanto glorioso: deve essere più glorioso di tutti i suoi simili. Nella sua ultima opera non ancora pubblicata, Yorzinski ha utilizzato una tecnologia all’avanguardia che permette di tracciare il movimento degli occhi dei pavoni e seguire così lo sguardo dei maschi. Ha scoperto così che i pavoni passano un’esorbitante quantità di tempo – circa il 30 per cento – a studiare gli altri maschi nel lek, per farsi un’idea della concorrenza. Può sembrare una perdita di tempo, ma secondo Yorzinski non è così. «I maschi possono anche infilarsi in qualche lotta piuttosto dura tra loro», spiega.
Ma tutto quel soffiare e sbuffare è davvero necessario? Sfortunatamente sì: i pavoni femmine sono un pubblico piuttosto sgarbato. In alcuni studi in cui sono stati monitorati gli occhi delle femmine, Yorzinski ha scoperto che spesso non si curano del ricco piumaggio dei maschi. I loro occhi vagano in giro mentre beccano a terra con nonchalance, anche quando un maschio inclina le penne controluce in un arco di lucente iridescenza. Per farsi notare, i maschi devono giocare tutti i loro assi nella manica (compreso l’inganno: sanno fingere falsi versi di accoppiamento per far credere di aver ottenuto più femmine di quanto ne abbiano avute davvero).
«I maschi possono combattersi quanto vogliono, e probabilmente si piazzeranno in un buon punto di passaggio delle femmine, ma alla fine saranno sempre le femmine a decidere».
Ma ricordiamolo: chi tra noi non si è mai svilito in nome dell’amore? Chi non è mai bruciato di così tanta passione che, per almeno un momento, ha perso la testa e ha dimenticato sé stesso nella ricerca solitaria di un altro sfuggente? Senza lo sguardo dell’altro – «l’unico presupposto che rende la nostra esistenza sopportabile è che qualcuno ci stia guardando», come dice lo scrittore Tom Stoppard – anche noi saremmo scoperti in tutti i nostri disperati atti di affetto, «mentre ogni gesto e ogni posa si perdono nell’aria sottile e disabitata».
Perché l’amore, a quanto pare, è come la coda di un pavone: cieca ma piena di occhi.








domenica 14 febbraio 2016

martedì 9 febbraio 2016

Tango Underpants : all' ombra del ballo !!

Nel vano tentativo di imitare la balleria  ho compreso che : immaginare di stringere le cosce ed i glutei  nel tentativo  di non perdere l intimo indumento,  atteggia il corpo ad un andamento elegante e voluttuoso.




venerdì 5 febbraio 2016

Osteria del Gallo , dove si mangia si balla e si va a cavallo

Così  recitava la " mi nonna Sabatina ",  nelle fresche serate estive  fra canti e stornelli goliardici  fra le risate dei presenti,  gli ammiccamenti e le " intese " che solo gli adulti capivano e gli adolescenti intuivano , mentre i ragazzini giocavano a nascondino.




Fra Racconti di Storie vissute e di fantasia  come : il mitico Capitano , l' Aviatore che sarebbe di lì a poco arrivato per portarsi via  fra lo stupore di tutti la giovane nipote Maria .
 ( la mitica Nonna , pareva avesse già visto  il film : l ufficiale Gentiluomo interpretato da   l' allora sconosciuto " Ricciardghire ", uscito in realtà nelle sale cinematografiche  qualche decennio più tardi  😎 ) ,




Finivano sempre per parlare e  ricordare i balli ,  danzando  tarantelle , valzer , mazurche e tango europeo , si percepiva  quanto fosse emozionante e scaturisse pulsioni , desideri intensi anche morbosi quel ballare ed abbracciare .
 Pur mantenendo quella distanza adeguata dal petto , evitando il contatto stretto , comunque un modo per connettersi con il partner .






Quindi tutti alle sagre alle feste paesane o alla mitica sala da ballo frequentata sopratutto nei mesi estivi con date fisse e ricorrenti .
Organizzate in bar osterie o presso " campi sportivi " , l'importante che vi fosse un pavimento adatto e suonasse un  orchestra dal vivo , composta di solito da chitarra basso batteria e fisarmonica , con una cantante di solito procace  dalla voce melodica .




Seduti a tavoli affollati ed i più giovani in piedi intorno alla " pista " , vero e sincero divertimento in quegli anni , un modo di ritrovarsi ed incontrare gente nuova proveniente  da paesi o città vicine.
Tutti ballavano  chi meglio chi peggio , ricchi , poveri , contadini, operai , donne , uomini , adolescenti tutti uguali in pista  " livellati " dal ballo , una cultura semplice composta di tradizioni , cultura , di passione e desideri.





Allegre camminate  rispettose e cadenzate in contro tempi , ritmi improbabili e ripetitivi , nella loro epoca coinvolgenti 💃🏻🎶🚶🏽

Si ballava con chiunque , amici fidanzate conoscenti   figli  nipoti o con la cugina .... ed il ricordo va a Patrizia i suoi  sorrisi  durante improbabili ma divertenti abbracci  in dinamici ed incerti passi di valzer , tanghi e mazurche  fino a tarda notte .



Erano finite le manifestazioni sessantottine da poco e  la " rivoluzione " sociale ci sdoganò  da un perbenismo estetico morigerato ad un comportamento ed atteggiamenti più libertini , liberandoci in parte dai condizionamenti morali evidenti fino a quell'epoca.
Gli abbracci stretti al petto  erano pratiche scostumate da praticarsi solo fra le mura domestiche  o perlomeno lontani da occhi indiscreti, sotto il controllo vigile e attento della chiesa,  sempre presente quando si parla di intimi rapporti .... Ma questo è un altro argomento !!





Questa nuova " era rivoluzionaria "  con rapidità ci proiettò  negli anni ottanta nelle " schizofreniche " discoteche , negli abbracci stretti  dei mitici lenti da mattonella.....ma è un'altra storia !!





Poi per sfortuna di chi casualmente o volontariamente mi legge ma sopratutto chi " ailoro " m'incontra in Milonga  ( ed anche per chi questi argomenti li ritiene profondamente seri , Inadatti  ad ironie e goliardiche visioni ....) . 
il mio incontro con  il Tango Argentino  ( o forse il Tango mi ha trovato )  mi colse impreparato,    ed iniziò la fase di  " ristrutturazione "delle mie credenze culturali sulla danza causato da un  approccio completamente differente.

Passato il primo anno entrai nella fase del " ballerino minchia " ( dove probabilmente mai ne uscirò ). 

Mi domando ( sono curioso ) ma chi l ha inventato ? Come si è evoluto ? Il Tango è degli Argentini oppure  no ? a riguardo un famosissimo cantante Argentino Gardel disse : " Sono di origini Rio Platense  come il Tango .

Moltissimi bravi Ballerini di altre nazioni lo interpretano con sapienza e non tutti gli Argentini lo conoscono , o meglio forse non lo sanno interpretare e/o comunicare, ad onor del vero gli Argentini in realtà gli abitanti Rio Platensi e quindi anche gli Uruguagi hanno dei diritti evidenti .
Terre lontane un tempo occupate da indigeni  , poi i Gauchos : 




Espertissimi domatori di cavalli , montano a pelo  connettendosi con il quadrupede in un intesa straordinaria , lo guidano con leggeri cambi di peso che l'equino percepisce e riequilibra  la coppia rupestre  in un dinamica  cavalcata..... Ma questo è un altro argomento 

Tornando al tema  mi attirò una frase letta su uno dei vari libri letti su l argomento Tango di uno scrittore Argentino  : 
" Gli Argentini sono un popolo  che " discende"  da una nave " 

Immagino la scrisse  per evidenziare la molteplicità di genti arrivate con le navi  in quelle terre sperdute da conquistare ,  nell 800 ed inizi 900, con i loro bagagli di culture diverse , dal centro America , Europa ed Africa  che dettero vita alla attuale società 




Questo insieme di eventi e di genti di diversa cultura ed esperienze, probabilmente ha fatto sì  che la donna è l uomo si avvicinassero a questi tipo di danza senza particolare timore,  in un abbraccio " diverso " più stretto in  una connessione particolare dinamica ed intrigante.

Ballo del diavolo atteggiamento  profano , inaccettabile ed inopportuno anche per i buon pensanti di allora ma non l ebbero vinta , perché non vi fu probabilmente la condizione adeguata ne le condizioni affinché gli uomini di chiesa potessero intervenire 



Da tale pratica " demoniaca " si scoprirono le intese di coppia , la guida silenziosa e decisa della marca , una dinamicità unica in un' abbraccio che coinvolge sensazioni emozionali sensoriali e fisiche .


Abbracci  ritenuti volgari ed inopportuni all epoca , ma nonostante ciò la nave Tanguera attracco nei porti Europei  Sopratutto Francesi. 

Furono i grandi musicisti , apprezzate orchestre , compositori eccezionali, cantanti ed autori  che  contribuirono alla diffusione di un ballo sociale unico nel suo genere,  prima in Europa poi in tutto il mondo e  nonostante tutte le vicissitudini ed i cambiamenti il Tango resiste, 
 grazie anche e sopratutto ai ballerini che hanno continuato a raccontare e tramandare il Tango nel mondo.

Continua tutt'oggi  ad affermarsi, ciò è dovuto al business ? Crea piacere e benessere ? O come un virus malefico  di abbraccio in abbraccio , di coppia in coppia si evolve e si aggiorna alle mode alle culture che incontra divenendo immortale .

ma chi se ne frega di tante domande e delle articolate e seriose risposte , balliamo , godiamo e socializiamo!!


Tutti possono ballare il Tango  , ma il Tango non balla con tutti  !

mi diverto ad accostarlo con semplicità  alla tradizione culinaria ,  preferendo consumare pietanze della tradizione realizzate con passione attenzione ed amore , prodotti sani cucinati senza fretta con fantasia , come in una tipica Osteria , come nelle case di origini contadine  piatti poveri , rielaborati  ma senza dimenticare le origini , piuttosto che cibi precotti e preconfezionati .




auguro a tutti , un buon convivio  !! GP

martedì 2 febbraio 2016

Cacho de una Pasión

Tutto ciò che è stato donato  se veramente si è desiderato , con dedizione assorbito  , con  determinazione elaborato , con passione esibito  e con amore restituito,  rimarrà per sempre.  
( GP ) 

un Cacho de Tango

domenica 31 gennaio 2016

Ogni tanto inTango

Alla nascita siamo tutti Tanghisti latenti.

L'intuito e l'esperienze maturate, già di per se, sono sufficienti a ballare il Tango Argentino.
Resta inteso che vi sia un' innata predisposizione alla  musica e poi al ballo, essendo le due cose strettamente correlate.

Il Tango è un ballo raffinato ed elegante che necessita di un ambiente adeguato, dedicato e delicato .

Invece si è testimoni frequentando le Milonghe di ambienti surreali,  con persone che sembrano attori di un film comico dove i Maestri sono i registi e coreografi.

Vi pongo un quesito :
In un negozio ci sono tre persone che stanno facendo acquisti,  mentre in sottofondo viene trasmesso un brano musicale ed osserviamo che la prima è concentrata a fare acquisti ; la seconda canticchia il brano e la terza lo canticchia e si muove a tempo. Chi delle tre potrà diventare un Tanghista ?

Ci immaginiamo quindi che chi frequenta la Milonga abbia la caratteristica della terza persona dell'esempio, ma in realtà la maggior parte dei frequentatori  non si muove e non segue la musica , ma si aggrappano l'uno a l'altro in attesa di non si sà che cosa, come naufraghi in mare .

Dopo anni e ripeto anni di studi Tangueri avviene finalmente che in modo totalmente naturale la gamba flette,  il piede si appoggia a terra ed il passo si estende in maniera corretta. ( come avessimo fatto un corso di riabilitazione motoria ).
Se pensiamo al nostro percorso di crescita, alle nostre capacità di muoverci e camminare  in modo istintivo, resta semplice comprendere che la vera focalizzazione degli " studi " da aspiranti Tanghisti in realtà è quello d'imparare a camminare abbracciati, ascoltando noi stessi, l'altro/a e la musica. (GPV)










venerdì 29 gennaio 2016

E' l'abito che fa la mirada ?

Quando l'abito fa la Tanguera.
Cosa succederebbe se i tuoi abiti potessero interagire con gli sguardi delle persone che ti stanno osservando?
 E’ questa la domanda da cui è partita l’artista americana Behnaz Farahi per dar vita al suo Caress of the gaze, carezza dello sguardo, un indumento creato utilizzando una stampante 3D e totalmente interattivo. Munito di video camera collegata alla sua “muscolatura”, quest’abito è in grado di identificare il sesso e l’età della persona che ti osserva e comunicare con il suo sguardo.

Sono molto affascinato dallo sviluppo avvenuto in questi anni e  per quanto ci è utile giornalmente l'informatica ed i suoi apparati, personalmente ne faccio uso  sia privatamente che in ambiente lavorativo e li trovo molto utili.

Ma in realtà vogliamo veramente lasciare alla " tecnologia " il piacere ed il gusto di certe prerogative umane ? 

 Posso comprendere che in ambito della sicurezza un abito con sensori intelligenti connessi ,  possano essere un valido strumento di monitoraggio per la salvaguardia delle persone ,
ma non accetto che sostituisca la mia intuizione in particolare in certi momenti della mia vita privata , non lascio gestire le mie emozioni ad un computer o meglio da un software.
Certamente è interessante e stimola curiosità per le sue applicazioni  estetiche , un’abito altamente tecnologico oltre che affascinante, sia per i suoi colori, ma soprattutto per i suoi movimenti che lo rendono quasi vivo. 
Che sia l’abito del futuro?


martedì 26 gennaio 2016

Balliamo la Musica non i Passi

Balliamo la Musica non le figure.

Ballando, leggendo e guardando video nuovi e della vecchia guardia Tanguera , mi convinco sempre di più che solo ballando la musica si crea quella aspettativa emotiva che rende magico ed unico il Tango.
  Semplice a dirsi ma non è così facile.
Arrivare a questo livello di " benessere "  è necessario ballare moltissimo ed ascoltare ogni singola comunicazione, proveniente dall'esterno e  dall'interno dei due corpi connessi che si muovono nello spazio fluidi come meduse fra le onde.

 L'energia che ci attraversa imprime a terra il passo nel medesimo istante in cui la nota ci avvolge , mentre il "chiacchiericcio melodico" degli strumenti  influenza una dinamicità  fantasiosa e giocherellona .

Copio ed incollo i miei passi tra i suoi e lei tra i miei .

Percepisco con piacere l'appoggio  a terra del suo avampiede mentre scarica l'energia nel pivot,    l'ascolto per il tempo definito  ma vorrei che non finisse mai.

Ho già deciso la direzione ed il peso successivo, mentre lei pivottando e dissociando gioca tra le note .

Copio  il suo peso che ora è il mio e lo aggiungo al passo successivo.

Non cerchiamo il Tango nelle figure e nelle coreografie , la vera essenza del tango come diceva  Gavito : Sta  nell'intimità che si genera e si " balla fra un cambio di peso e l'altro " in oltre aggiungeva : " chi vuole "ballare il Tango"  lo accolgo volentieri nella mia scuola , chi invece vuole imparare le " figure "  e le coreografie vada altrove .

Il Tango non è una sequenza di passi predefinita, il Tango Argentino è molto altro.

Di seguito un filmato dove la coppia Noelia & Carlito's interpretano con passione e teatralità il tema musicale , Lui guida il tempo lasciando a Lei la facoltà di ballare la melodia, stretti nell'abbraccio.



lunedì 25 gennaio 2016

La Donna come un Browser

La Donna se volessimo paragonarla ad un termine informatico, diremmo che è come un Browser con mille pagine aperte su argomenti diversi , disponibili in tempo reale per  essere consultati.
Molteplicità di umori e sentimenti sono presenti nella natura intrinseca delle donne,  capaci di cogliere stati d'animo ed emozioni fra i gesti e su i volti .
Costrette a  vivere in un corpo che si evolve veloce in continua trasformazione senza dare il tempo di abituarsi .
Un mondo tutto femminile .
Di seguito un affascinante tentativo di raccontarlo della bravissima attrice Lella Costa, interpretandolo  a Teatro in " Alice nel paese delle meraviglie" :

O troppo alta, o troppo bassa, le dici magra, si sente grassa,
son tutte bionde, lei è corvina,
vanno le brune, diventa albina.
Troppo educata! piaccion volgari!
Troppo scosciata per le comari!
Sei troppo colta e preparata,
intelligente e qualificata,
il maschio è fragile, non lo umiliare,
se sei più brava non lo ostentare!
Sei solo bella ma non sai far niente,
guarda che oggi l’uomo è esigente,
l’aspetto fisico più non gli basta,
cita Alberoni e butta la pasta.
Troppi labbroni, non vanno più!
Troppo quel seno, buttalo giù!
Sbianca la pelle, che sia di luna
Se non ti abbronzi, non sei nessuna!
L’estate prossima, con il cotone
tornano di moda i fianchi a pallone,
ma per l’inverno, la moda detta,
ci voglion forme da scolaretta.
Piedi piccini, occhi cangianti,
seni minuscoli, anzi, giganti!
Alice assaggia, pilucca, tracanna,
prima è due metri poi è una spanna
Alice pensa, poi si arrabatta,
niente da fare, è sempre inadatta
Alice morde, rosicchia, divora,
ma non si arrende, ci prova ancora.
Alice piange, trangugia, digiuna,
è tutte noi,
 è se stessa, è nessuna.



sabato 23 gennaio 2016

Narcisista

Sono un empatico. L’ho scoperto dopo esser rimasto coinvolto in un rapporto molto profondo e altamente distruttivo con un narcisista.
Sto scrivendo questo articolo dalla prospettiva di un empatico, anche si mi piacerebbe leggermi dal punto di vista di un narcisista. Scrivendo da molto sul tipo di personalità empatica, ho stretto legami con molte altre persone che si definiscono empatiche e per molto tempo mi hanno raccontato della facilità d’instaurare rapporti con dei narcisisti. C’è un collegamento. Così, ho deciso di capirne di più.
Questa è la mia teoria …
Dalla mia esperienza e dai miei studi sulla personalità narcisista, c’è un nucleo ricorrente: il narcisista è ferito. Qualcosa, da qualche parte lungo la strada, di solito durante l’infanzia, ha provocato un sentimento d’inutilità nella persona che è quindi alla costante e disperata ricerca di approvazione.
Ecco che arriva l’empatico, il guaritore. Un empatico ha la capacità di percepire e assorbire il dolore degli altri e spesso lo prende come se fosse il proprio. Se un empatico non è consapevole dei propri confini e non capisce come proteggersi, si legherà molto facilmente e rapidamente al narcisista per cercare di risolvere e riparare i suoi danni, tentando di sradicare il suo dolore.
Quello che l’empatico non sa è che il narcisista è una ventosa di energia, un vampiro per così dire. Si prenderà la vita e l’anima di chiunque entrerà in contatto con lui. Questo è il modo in cui costruisce le proprie riserve e, in tal modo, utilizza lo squilibrio a proprio vantaggio.
Questa dinamica confonde e debilita l’empatico, come se questo non avesse una piena comprensione delle capacità proprie o altrui, non riuscirà a vedere che non tutti sono come lui. Un empatico si metterà sempre nei panni degli altri e ne sperimenterà i sentimenti, i pensieri e le emozioni, dimenticando che le altre persone possono avere un ordine del giorno diverso dal suo e che non tutti sono sinceri.
L’agenda del narcisista è la manipolazione, essendo spesso in una posizione che gli consente di prendere il controllo sugli altri. L’agenda dell’empatico è l’amore e la cura. Più amore e cura un empatico offre, più potente sarà il narcisista.
Più potente diventa il narcisista, più è probabile che l’empatico si ritirerà in uno stato di vittimismo. Poi, avverrà un grande cambiamento – l’empatico assumerà anch’esso tratti narcisistici perché ferito e continuerà ad alimentare questa dinamica nella vicinanza al narcisista.  In poco tempo, s’instaurerà un circolo vizioso.
Sono un empatico. L’ho scoperto dopo esser rimasto coinvolto in un rapporto molto profondo e altamente distruttivo con un narcisista.
Sto scrivendo questo articolo dalla prospettiva di un empatico, anche si mi piacerebbe leggermi dal punto di vista di un narcisista. Scrivendo da molto sul tipo di personalità empatica, ho stretto legami con molte altre persone che si definiscono empatiche e per molto tempo mi hanno raccontato della facilità d’instaurare rapporti con dei narcisisti. C’è un collegamento. Così, ho deciso di capirne di più.
Questa è la mia teoria …
Dalla mia esperienza e dai miei studi sulla personalità narcisista, c’è un nucleo ricorrente: il narcisista è ferito. Qualcosa, da qualche parte lungo la strada, di solito durante l’infanzia, ha provocato un sentimento d’inutilità nella persona che è quindi alla costante e disperata ricerca di approvazione.
Ecco che arriva l’empatico, il guaritore. Un empatico ha la capacità di percepire e assorbire il dolore degli altri e spesso lo prende come se fosse il proprio. Se un empatico non è consapevole dei propri confini e non capisce come proteggersi, si legherà molto facilmente e rapidamente al narcisista per cercare di risolvere e riparare i suoi danni, tentando di sradicare il suo dolore.
Quello che l’empatico non sa è che il narcisista è una ventosa di energia, un vampiro per così dire. Si prenderà la vita e l’anima di chiunque entrerà in contatto con lui. Questo è il modo in cui costruisce le proprie riserve e, in tal modo, utilizza lo squilibrio a proprio vantaggio.
Questa dinamica confonde e debilita l’empatico, come se questo non avesse una piena comprensione delle capacità proprie o altrui, non riuscirà a vedere che non tutti sono come lui. Un empatico si metterà sempre nei panni degli altri e ne sperimenterà i sentimenti, i pensieri e le emozioni, dimenticando che le altre persone possono avere un ordine del giorno diverso dal suo e che non tutti sono sinceri.
L’agenda del narcisista è la manipolazione, essendo spesso in una posizione che gli consente di prendere il controllo sugli altri. L’agenda dell’empatico è l’amore e la cura. Più amore e cura un empatico offre, più potente sarà il narcisista.
Più potente diventa il narcisista, più è probabile che l’empatico si ritirerà in uno stato di vittimismo. Poi, avverrà un grande cambiamento – l’empatico assumerà anch’esso tratti narcisistici perché ferito e continuerà ad alimentare questa dinamica nella vicinanza al narcisista.  In poco tempo, s’instaurerà un circolo vizioso.

venerdì 22 gennaio 2016

Fiducia e Complicità

Fidarsi è bene non fidarsi è meglio.

Vale anche nel ballo come nella vita.
 Il concetto è importante perché  l intesa a non fidarsi completamente negli altri ci porta ad avere un maggior cura di noi stessi , dei nostri atteggiamenti mentali e non solo.
Porre attenzione alle posizione del nostro corpo, nelle dinamiche dello spazio comporta una maggiore empatia e  connessione fisica  con chi ci relazioniamo .

Doveroso sottolineare che questi concetti  su la fiducia e la complicità , avranno attese positive se i soggetti sapranno gestirli con intelligenza e con  il giusto approccio .

Tutti possiamo Tutto, ma non è scontato che  il Tutto sia  per Tutti !!

La complicità scaturisce spontanea, nel momento in cui si percepisce la disponibilità di concedere e ricevere fiducia.
Gli obiettivi ed i desideri diventeranno comuni, pur non sapendo esattamente ancora " come".
La curiosità e la creatività sono il nutrimento essenziale della complicità,  stimolano le emozioni e l'adrenalina giusta per raggiungere e condividere i propri limiti e superarli.

Lei si offre a lui e viceversa, affinché si possano scambiare esperienze  coreografiche.
Interpretazioni su la melodia, tra i passi  cadenzati in assoluta libertà, avvolti dalla loro esclusiva intimità che inevitabilmente condividono ma solo esteticamente con chi li circonda ,
con la complicità che via via si amplifica , codificano i codici che li rendono unici nel loro modo di esprimersi in quella Tanda , che non sarà mai più identica ad un altra .


martedì 19 gennaio 2016

Bullismo Tanguero


La prepotenza del Tanguero e la sua prosopopea, 
assisto ogni tanto ad atti di bullismo nei confronti dei principianti .
La Milonga mi ricorda in parte una assemblea d'Istituto con il il TDJ presidente che ascolta tutti ma fa come gli pare .
I più attivi organizzano l evento spesso sono insegnanti che con cura  fanno accomodare gli studenti, poi via via tutti gli altri .
E via si inizia a Danzare, si formano le coppie, formate da principianti  ed altre più avanzate scaltre e conosciute, in queste ultime è spesso presente " il super Tanguero" detto il  "Califfo" apprezzato nell'harem, si presenta ben vestito  studente modello inscritto in scuole blasonate,  si atteggia a gran maestro, principe della salita basica con chiusura del cruce al 5 .
Le coppie blasonate di lungo corso approdano nella ronda con la stessa enfasi dei piloti di formula uno, che escono  decisi dai box per tentare di qualificarsi in pole potition , azzardando sorpassi e doppiaggi, se ostacolati nella loro corsa dalla coppia di principianti  si irritano e tentano di spingerli via fuori dalla loro traiettoria.
 Già alla fine del primo ballo si notano espressioni  scocciate   sorrisi nervosi ed irriverenti, la coppia si guarda  attorno cercando la complicità di chi è bordo pista, il  pubblico avendo capito le dinamiche del misfatto  partecipa esplicitamente nell'atto palese del " Bullismo Tanguero"  . 

Divertito osservo la coppia dei principianti "Bullizzati" che non accettano di esser derisi o sbeffeggiati,  reagiscono magari solo a parole o limitandosi solo a  inviare sguardi severi alla blasonata coppia , in alcuni casi si ristabilisce l'equilibrio sociale in Milonga porgendosi le scuse ,
 ma si percepisce che in quel momento la magia dell'abbraccio viene a mancare ,  l'energia della sala con questi eventi scortesi si attenua .


 Per ballare in Milonga con la giusta armonia ed energia  è necessario un mix di tante situazioni che aiutano a creare  l atmosfera giusta , in primis l'atteggiamento delle persone,  la maleducazione e la confusione  non sono  graditi nel tango, come in altre situazioni.





Intelligenza emotiva

Intelligenza Emotiva e Leadership moderna : esistono differenze tra donne e uomini ?  
Di Marzia Gorini  

I risultati delle ricerche compiute in questi ultimi anni dimostrano che il genere femminile è dotato di una maggiore intelligenza emotiva rispetto agli uomini. Questo non vuol dire che tutte le donne hanno un maggior livello d'intelligenza emotiva ma che in media si notano differenze significative tra i due sessi che vanno dal 6% al 10%, secondo il tipo di competenze valutate ed associate all’intelligenza emotiva. 
D’altronde, è sempre stata convinzione piuttosto comune che la donna sia più emotiva dell’uomo; tuttavia questa sensibilità è sempre stata poco apprezzata dalla nostra società, criticata, banalizzata e associata a caratteristiche d'instabilità, ansietà, isteria e impressionabilità. 



Un’altra interessante rilevazione evidenzia che per le donne è praticamente irrilevante avere un titolo di studio o meno, i valori tra diplomate e laureate è sempre lo stesso. Per gli uomini invece è il contrario: gli studi dimostrano che gli uomini laureati hanno valori superiori del 5% rispetto ai diplomati.                                                                                                       
Altre evidenze scientifiche sostengono che, per la sola eccezione della rabbia, queste differenze sono da attribuire solo a una piccola parte a questioni biologiche, per la restante parte a modelli educativi dei genitori, i quali sono più propensi a educare e parlare di emozioni con le figlie rispetto ai figli. Le femmine diventano brave a leggere i segnali verbali e non verbali del corpo, a navigare ed esprimere le loro emozioni,  mentre i maschi tendono a minimizzarle, ridicolizzarle soprattutto se si tratta di paura, timidezza e insicurezza.
Posso affermare che dall’esperienza nella somministrazione dei questionari di intelligenza emotiva compaiono sempre delle differenze di genere. Per gli uomini sono legate, di solito alla capacità di conoscere, comprendere e navigare le proprie e altrui emozioni, mentre per le donne sono connesse alla capacità di raggiungere obiettivi eccellenti.
Quindi, entrambi i generi hanno bisogno di conoscere le proprie attitudini e abilità 
inerenti l’intelligenza emotiva, per coltivarla e svilupparla in modo da diventare quei leader carismatici capaci di autoconsapevolezza e autoregolazione, di consapevolezza sociale e di gestione delle relazioni umane. Tutte qualità che si traducono in competenze e prestazioni efficaci sul posto di lavoro (vedi quadro di riferimento).

La Donna Chiude un Occhio




La Donna è disposta a chiudere un occhio affinché si creda di averla posseduta avendo il suo corpo,  
 in realtà l obiettivo vero per conquistarla è possedere i suoi pensieri e desideri.
Donna Vittoria dice : " Puntate ad essere i migliori forse avrete l opportunità di essere gli Unici , mai il contrario " .

Destini




L'Uomo  è destinato ad essere lo specchio dove la Donna riflette la sua complessa emotività .
Un " incesto universale"  al cui "centro" complice la Natura  la Donna pone il maschio : "  amante , marito, figlio, padre " 
di cui la femmina è madre.