LA' DOVE OSANO I MILONGUERI

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martedì 28 febbraio 2017

" Non si è qui a scaldare Tette "

IL Tango Argentino è per coraggiosi  , non è adatto ai perfettini puritani .

Solo caratteri forti riescono a non subirne la pressione emotiva  ,  ogni incertezza ogni dubbio è reso pubblico.

Amante schietto , insaziabile ed indomabile .
Adrenalina  , sudore e scambi di umori fra i corpi .

Se ci si limita ad approcciarci con tenerezza e spiritualità eterea, resterà solo una parodia sterile di ciò che sarebbe potuto essere.

il Tango  non Si fa " abbracciare"  da chiunque .

La danza  è Fra menti connesse , i passi una conseguenza .










giovedì 13 ottobre 2016

Oblio e Complicità

Una donna intelligente una volta mi disse: gli uomini sanno perfettamente ciò che hanno ricevuto  dalle Donne ,  ma in genere non hanno la minima idea in realtà di ciò che avrebbero potuto ottenere'' ( cit.)

Abbracciamo la Donna e con fiducia seguiamo la Tanguera che, complice ci proporrà come " portarla " nell'oblio della Danza .



venerdì 16 settembre 2016

Fiele e Miele

IL Tango è l'amante che più mi fa disperare .

Condiziona una buona parte delle mia vita , si rende misterioso ed irraggiungibile , 
tenta di annientare il mio ego ed annullare le mie attitudini .

Fugge affinché lo cerchi , mi giudica  come fossi inadeguato nel meritarmi la sua presenza .

Le sue Creature  lo alimentano di  credenze, di mitologiche trasformazioni emotive.

Come un ebete innamorato ,  immerso nell'ascolto di Lei e della musica , percepisco : 
un po' del  tango che fu , Lei che si donò , ferite e cicatrici alcune ormai dimenticate,
 il piacevole risveglio  dei sogni, di  nuove e condivisibili emozioni . 

Immagino i Tanghisti, come improbabili Api che di fiore in fiore impollinano la natura , ma in realtà il loro vero scopo è di nutrirsi del dolce miele . 


venerdì 24 giugno 2016

Ti sfida se Si fida

La fiducia non ha bisogno di occhi , ma di menti  aperte e connesse .

Vivere istintivamente ciò che sentiamo , gioire della propria creatività interpretando ciò che ascoltiamo Tra le braccia di un partner attento e sapiente.

La coppia  deve fidarsi per condividere i propri desideri più profondi , agire per sedursi

Si Interpreta un pensiero la dinamica sarà una conseguenza, la melodia un gioco.

Non importa chi siamo e da dove veniamo , Danza con lei e lei danzerà con te  senza lo stress dei ricordi.

Concedi  l' occasione  e allo stesso tempo dai   la libertà di non coglierla.





sabato 18 giugno 2016

Pensieri

Danzando  :  
Prima di comprendere come  muoverci tra le sue gambe , impariamo a muoverci  fra i suoi pensieri .

Lei Sogna , Lui l'asseconda , lei propone lui la protegge , tra le note e la melodie che cadono dall'alto fino ai loro piedi.
Le emozioni non scendono più giù dell'abbraccio , mentre il desiderio avvolge la coppia stimolando Complicità e dinamicità !!  

I perché della cultura , Non solo Tango Argentino !!








martedì 10 maggio 2016

Intelligente ed Irriverente

La Donna giusta , anche nell'abbraccio Tanguero emette con saggezza impercettibili segnali .
In estasi , per ogni riscontro positivo del Partner .
Si ricompone , ed un irriverente e compiaciuto sorriso accompagna il suo sguardo perso nel vuoto !! G.P.



Nella comunicazione la cosa più importante è sentire ciò che non viene detto.

Peter F. Drucker

mercoledì 17 febbraio 2016

Ascolto Istinto ed Armonia

Una Coppia Istintiva ed Armoniosa .
Ballano meravigliosamente muovendosi all' unisono tra le note e la melodia, come se fossero  gli autori di quella musica, due elementi in più nell'orchestra .
Passeggiano abbracciati su un improbabile " pentagramma" con  l'intesa e la passione di due amanti,  il cui  scopo è sorprendersi senza schemi precostituiti.
Mimica, interpretazione e teatralità,  elementi essenziali per trasmettere emozioni, senza  mai dare nulla di scontato !!


lunedì 15 febbraio 2016

La vita disperata dei pavoni , analogie Umane



La dove osano i ...Pavoni , analogie Tanguere .


In ogni Tanguero convive un Pavone 
I maschi dei pavoni per accoppiarsi devono inventarsi di tutto: fare la ruota, emettere ultrasuoni e fingere di avere avuto più compagne di quelle che hanno avuto davvero
È così facile disprezzare il pavone. Se lo guardate mentre avanza vanitoso, cammina impettito, e si volta sfacciatamente per controllarsi il didietro, capirete perfettamente come si è guadagnato la reputazione del più insopportabile narcisista in natura.
Come ha potuto la natura inventare una creatura così ornamentale, ingombrante ed equipaggiata in modo talmente futile e costoso? Questa domanda teneva Charles Darwin sveglio la notte. Inizialmente la coda del pavone, così voluminosa e vistosa, sembrava contraddire la teoria della selezione naturale per cui gli animali avevano successo o soccombevano in base alla loro capacità di adattarsi con efficacia alla natura circostante. «La vista di una piuma della coda del pavone, da qualunque lato la si consideri, mi fa sentire male», scrisse una volta Darwin a un suo amico. di Rachel E. Gross 
Ma soffermarsi sulla goffaggine di questo uccello significava perdere di vista il punto. I pavoni erano soggetti alle pressioni della selezione naturale come qualsiasi altro animale; semplicemente rispondevano a richieste leggermente diverse. Il corteggiamento dei pavoni – come quello del gallo della salvia, del colibrì e della mosca della frutta – ruota attorno al lek, cioè una zona definita in cui i maschi si radunano per corteggiare le femmine, ostentando i colori del piumaggio o del mantello, danzando e cantando. I pavoni si sono quindi evoluti per esibirsi davanti alle femmine della loro specie insieme ad altri maschi. E le femmine pavone possono essere davvero difficili: in un normale lek circa il 5 per cento dei maschi ottiene la maggior parte delle femmine, mentre quasi tutti gli altri non ottengono niente di niente, spiega Angela Freeman della University of Winnipeg di Manitoba, in Canada. Quando si parla di forti incentivi per compiacere la tua donna!
E così Darwin, come i pavoni femmine, capì il senso dell’insensatezza del pavone. 
Per esempio, questi ricercatori hanno scoperto che non basta l’apparenza per attirare un pavone femmina. Una recente ricerca pubblicata su Animal Behaviour ha scoperto che i pavoni fanno affidamento sul suono e sul movimento quanto sull’aspetto: per attirare le femmine, per esempio, emettono infrasuoni che le orecchie umane non riescono ad avvertire. «Il quadro che emerge è che l’udito può essere di gran lunga più importante della vista», dice Jim Hare, scienziato del comportamento animale alla University of Manitoba e capo ricercatore dello studio. Hare ha anche osservato pavoni in cattività mentre tubavano con le pareti del rifugio in cemento in cui si trovavano: l’equivalente acustico del fare le prove davanti allo specchio.
Per avere successo, il pavone maschio non deve essere soltanto glorioso: deve essere più glorioso di tutti i suoi simili. Nella sua ultima opera non ancora pubblicata, Yorzinski ha utilizzato una tecnologia all’avanguardia che permette di tracciare il movimento degli occhi dei pavoni e seguire così lo sguardo dei maschi. Ha scoperto così che i pavoni passano un’esorbitante quantità di tempo – circa il 30 per cento – a studiare gli altri maschi nel lek, per farsi un’idea della concorrenza. Può sembrare una perdita di tempo, ma secondo Yorzinski non è così. «I maschi possono anche infilarsi in qualche lotta piuttosto dura tra loro», spiega.
Ma tutto quel soffiare e sbuffare è davvero necessario? Sfortunatamente sì: i pavoni femmine sono un pubblico piuttosto sgarbato. In alcuni studi in cui sono stati monitorati gli occhi delle femmine, Yorzinski ha scoperto che spesso non si curano del ricco piumaggio dei maschi. I loro occhi vagano in giro mentre beccano a terra con nonchalance, anche quando un maschio inclina le penne controluce in un arco di lucente iridescenza. Per farsi notare, i maschi devono giocare tutti i loro assi nella manica (compreso l’inganno: sanno fingere falsi versi di accoppiamento per far credere di aver ottenuto più femmine di quanto ne abbiano avute davvero).
«I maschi possono combattersi quanto vogliono, e probabilmente si piazzeranno in un buon punto di passaggio delle femmine, ma alla fine saranno sempre le femmine a decidere».
Ma ricordiamolo: chi tra noi non si è mai svilito in nome dell’amore? Chi non è mai bruciato di così tanta passione che, per almeno un momento, ha perso la testa e ha dimenticato sé stesso nella ricerca solitaria di un altro sfuggente? Senza lo sguardo dell’altro – «l’unico presupposto che rende la nostra esistenza sopportabile è che qualcuno ci stia guardando», come dice lo scrittore Tom Stoppard – anche noi saremmo scoperti in tutti i nostri disperati atti di affetto, «mentre ogni gesto e ogni posa si perdono nell’aria sottile e disabitata».
Perché l’amore, a quanto pare, è come la coda di un pavone: cieca ma piena di occhi.








domenica 14 febbraio 2016

domenica 31 gennaio 2016

Ogni tanto inTango

Alla nascita siamo tutti Tanghisti latenti.

L'intuito e l'esperienze maturate, già di per se, sono sufficienti a ballare il Tango Argentino.
Resta inteso che vi sia un' innata predisposizione alla  musica e poi al ballo, essendo le due cose strettamente correlate.

Il Tango è un ballo raffinato ed elegante che necessita di un ambiente adeguato, dedicato e delicato .

Invece si è testimoni frequentando le Milonghe di ambienti surreali,  con persone che sembrano attori di un film comico dove i Maestri sono i registi e coreografi.

Vi pongo un quesito :
In un negozio ci sono tre persone che stanno facendo acquisti,  mentre in sottofondo viene trasmesso un brano musicale ed osserviamo che la prima è concentrata a fare acquisti ; la seconda canticchia il brano e la terza lo canticchia e si muove a tempo. Chi delle tre potrà diventare un Tanghista ?

Ci immaginiamo quindi che chi frequenta la Milonga abbia la caratteristica della terza persona dell'esempio, ma in realtà la maggior parte dei frequentatori  non si muove e non segue la musica , ma si aggrappano l'uno a l'altro in attesa di non si sà che cosa, come naufraghi in mare .

Dopo anni e ripeto anni di studi Tangueri avviene finalmente che in modo totalmente naturale la gamba flette,  il piede si appoggia a terra ed il passo si estende in maniera corretta. ( come avessimo fatto un corso di riabilitazione motoria ).
Se pensiamo al nostro percorso di crescita, alle nostre capacità di muoverci e camminare  in modo istintivo, resta semplice comprendere che la vera focalizzazione degli " studi " da aspiranti Tanghisti in realtà è quello d'imparare a camminare abbracciati, ascoltando noi stessi, l'altro/a e la musica. (GPV)










martedì 26 gennaio 2016

Balliamo la Musica non i Passi

Balliamo la Musica non le figure.

Ballando, leggendo e guardando video nuovi e della vecchia guardia Tanguera , mi convinco sempre di più che solo ballando la musica si crea quella aspettativa emotiva che rende magico ed unico il Tango.
  Semplice a dirsi ma non è così facile.
Arrivare a questo livello di " benessere "  è necessario ballare moltissimo ed ascoltare ogni singola comunicazione, proveniente dall'esterno e  dall'interno dei due corpi connessi che si muovono nello spazio fluidi come meduse fra le onde.

 L'energia che ci attraversa imprime a terra il passo nel medesimo istante in cui la nota ci avvolge , mentre il "chiacchiericcio melodico" degli strumenti  influenza una dinamicità  fantasiosa e giocherellona .

Copio ed incollo i miei passi tra i suoi e lei tra i miei .

Percepisco con piacere l'appoggio  a terra del suo avampiede mentre scarica l'energia nel pivot,    l'ascolto per il tempo definito  ma vorrei che non finisse mai.

Ho già deciso la direzione ed il peso successivo, mentre lei pivottando e dissociando gioca tra le note .

Copio  il suo peso che ora è il mio e lo aggiungo al passo successivo.

Non cerchiamo il Tango nelle figure e nelle coreografie , la vera essenza del tango come diceva  Gavito : Sta  nell'intimità che si genera e si " balla fra un cambio di peso e l'altro " in oltre aggiungeva : " chi vuole "ballare il Tango"  lo accolgo volentieri nella mia scuola , chi invece vuole imparare le " figure "  e le coreografie vada altrove .

Il Tango non è una sequenza di passi predefinita, il Tango Argentino è molto altro.

Di seguito un filmato dove la coppia Noelia & Carlito's interpretano con passione e teatralità il tema musicale , Lui guida il tempo lasciando a Lei la facoltà di ballare la melodia, stretti nell'abbraccio.



mercoledì 2 dicembre 2015

La Punteggiatura in Milonga


El Gallego Manolo 

In Milonga uso  la " punteggiatura "  
ballando tra e fra :  virgole , punti e spunti , accenti e Maiuscole

 Le Tanguere  più ardite e fantasiose se gli concedi lo spazio , propongono e guidano,  interpretando la punteggiatura mentre giocano  su la melodia,  con viziosi ed intriganti cambi di peso.
             
  IL buon uso della punteggiatura genera fra i corpi abbracciati vibrazioni inusuali !

Ed a fine Tanda,  un bel Punto e a Capo .

Si ricomincia danzando a far esperienza .

Tango Docet , l'interpretazione di un Tango ha bisogno della "punteggiatura " , oltre che di un giusto abbraccio 

"Noi siamo abituati a porre attenzione alle parole, ma la porta del divino si trova nella punteggiatura. Le virgole, i punti, segnano una pausa tra due segmenti, tra due proposizioni, tra due frasi. La virgola, il punto sono l'infinito, il vuoto. [...] Tra due respirazioni, vi è una virgola. Tra due sentimenti, tra due idee, vi è una virgola. Tra un gesto e l'altro, vi è una virgola. La magia è che ogni esperienza di vita è seguita da una virgola, e si può  continuamente agire e abbeverarsi all'infinito, avendo la coscienza di questa punteggiatura. 
La nostra vita è troppo spesso come un testo senza punteggiatura, crediamo che le parole siano incollate l'una all'altra all'infinito.  Tutto a un tratto vi è uno strappo, un silenzio, un vuoto, una virgola e la vera vita ricomincia. Questa sosta ci permette di essere presenti, di riprendere il nostro respiro, di entrare in piena Coscienza nel gruppo di parole che seguono. Questi silenzi ci permettono di renderci conto di quello che stiamo facendo e di gustarlo pienamente."
Daniel Odier

Tutto ciò vale anche per i nostri atteggiamenti ed interpretazioni fisiche e dinamiche , in cui l'uso della parola non è necessaria ne contemplata , chiaro esempio di : fatti non parole .