LA' DOVE OSANO I MILONGUERI

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martedì 24 gennaio 2017

Giuditta

Giuditta  eroina biblica che, sedusse il Generale Oloferne e portò in trofeo la sua testa .

Mi ricorda queste nuove e  giovani ballerine , agiate  , provenienti  in particolare dai paesi del Est .
Belle , fisici tonici , aitanti , moderne , bagaglio tecnico eccellente , dal carattere forte predisposte al successo.

Prenotano periodici viaggi in Argentina,  frequentando le migliori Milonghe di Baires , rubando alle Tanguere più mature la scena e non solo . Studiano con i maestri più blasonati.

Ricercate in Europa e non solo ,  frequentano i migliori raduni di TangoMarathon dove ballano quasi esclusivamente con giovani ed aitanti "coreografi ". 

I Ballerini più Maturi ,  " Generali " in Milonga ,  sono disposti a tutto pur di  non perdere potere e ballare con " Giuditta ",
si vogliamo far parte dell'aitante gruppetto  , per cui nell'oblio si tralascia la Mirada e le antiche  tradizioni  Tanguere ,  ignorando la  cultura intrinseca della amata danza. 

Come il Generale Oloferne restiamo inebriati da cotanta beltà , perdiamo la " testa "  fra  gli sguardi ed i sorrisi amari delle Tanguere più esperte che, probabilmente sono più accoglienti ma meno appariscenti  . 

Anche questo è Tango  !


Giuditta , Gustav Klimt


venerdì 11 marzo 2016

Contatto Visivo

Contatto visivo, Cultura, Tradizioni e condizioni.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Due personaggi che si guardano negli occhi nella tela del Caravaggio dal titolo Buona ventura (Caravaggio Parigi).
Il contatto visivo è l'incrocio degli sguardi fra due persone.
Il contatto visivo è una forma di comunicazione non verbale e si ritiene che abbia importante influsso nei comportamenti sociali. L'espressione eye contact, reso in italiano con "contatto visivo", è stata coniata intorno al 1960 ed è divenuta nel mondo occidentale la definizione di un segno di fiducia nella comunicazione sociale. Le modalità ed il significato del contatto visivo mutano sensibilmente nelle diverse culture, religioni e gruppi sociali. Lo studio del contatto visivo fa parte di quel che gli studiosi anglofoni definiscono oculesics .

Significato sociale del contatto visivo

Il contatto visivo, unitamente alla mimica facciale, alla gestualità ed alla postura, compongono il sistema cinestesico di comunicazione che nell'ambito delle scienze della comunicazione è considerato una delle forme di comunicazione non verbale e che è un fondamentale canale di comunicazione di informazioni sociali ed emozionali in forma sia volontaria sia non cosciente.


In talune parti del mondo, in particolare in Asia, il contatto visivo può causare incomprensioni fra persone di nazionalità differenti. In talune culture asiatiche, il mantenere un contatto visivo diretto con una persona gerarchicamente superiore o più anziana è considerata una forma di maleducazione o di aggressività, mentre in molte culture occidentali il significato è l'esatto opposto.

Il contatto visivo riveste anche un importante ruolo nel corteggiamento, dove può servire a stabilire e misurare l'interesse dell'altra persona. Secondo gli studi dello psicologo Beverly Palmer, il contatto visivo reciproco che segnala attrazione si caratterizza per essere inizialmente fugace per poi aumentare di intensità e durata in uno scambio ripetuto.



lunedì 15 febbraio 2016

La vita disperata dei pavoni , analogie Umane



La dove osano i ...Pavoni , analogie Tanguere .


In ogni Tanguero convive un Pavone 
I maschi dei pavoni per accoppiarsi devono inventarsi di tutto: fare la ruota, emettere ultrasuoni e fingere di avere avuto più compagne di quelle che hanno avuto davvero
È così facile disprezzare il pavone. Se lo guardate mentre avanza vanitoso, cammina impettito, e si volta sfacciatamente per controllarsi il didietro, capirete perfettamente come si è guadagnato la reputazione del più insopportabile narcisista in natura.
Come ha potuto la natura inventare una creatura così ornamentale, ingombrante ed equipaggiata in modo talmente futile e costoso? Questa domanda teneva Charles Darwin sveglio la notte. Inizialmente la coda del pavone, così voluminosa e vistosa, sembrava contraddire la teoria della selezione naturale per cui gli animali avevano successo o soccombevano in base alla loro capacità di adattarsi con efficacia alla natura circostante. «La vista di una piuma della coda del pavone, da qualunque lato la si consideri, mi fa sentire male», scrisse una volta Darwin a un suo amico. di Rachel E. Gross 
Ma soffermarsi sulla goffaggine di questo uccello significava perdere di vista il punto. I pavoni erano soggetti alle pressioni della selezione naturale come qualsiasi altro animale; semplicemente rispondevano a richieste leggermente diverse. Il corteggiamento dei pavoni – come quello del gallo della salvia, del colibrì e della mosca della frutta – ruota attorno al lek, cioè una zona definita in cui i maschi si radunano per corteggiare le femmine, ostentando i colori del piumaggio o del mantello, danzando e cantando. I pavoni si sono quindi evoluti per esibirsi davanti alle femmine della loro specie insieme ad altri maschi. E le femmine pavone possono essere davvero difficili: in un normale lek circa il 5 per cento dei maschi ottiene la maggior parte delle femmine, mentre quasi tutti gli altri non ottengono niente di niente, spiega Angela Freeman della University of Winnipeg di Manitoba, in Canada. Quando si parla di forti incentivi per compiacere la tua donna!
E così Darwin, come i pavoni femmine, capì il senso dell’insensatezza del pavone. 
Per esempio, questi ricercatori hanno scoperto che non basta l’apparenza per attirare un pavone femmina. Una recente ricerca pubblicata su Animal Behaviour ha scoperto che i pavoni fanno affidamento sul suono e sul movimento quanto sull’aspetto: per attirare le femmine, per esempio, emettono infrasuoni che le orecchie umane non riescono ad avvertire. «Il quadro che emerge è che l’udito può essere di gran lunga più importante della vista», dice Jim Hare, scienziato del comportamento animale alla University of Manitoba e capo ricercatore dello studio. Hare ha anche osservato pavoni in cattività mentre tubavano con le pareti del rifugio in cemento in cui si trovavano: l’equivalente acustico del fare le prove davanti allo specchio.
Per avere successo, il pavone maschio non deve essere soltanto glorioso: deve essere più glorioso di tutti i suoi simili. Nella sua ultima opera non ancora pubblicata, Yorzinski ha utilizzato una tecnologia all’avanguardia che permette di tracciare il movimento degli occhi dei pavoni e seguire così lo sguardo dei maschi. Ha scoperto così che i pavoni passano un’esorbitante quantità di tempo – circa il 30 per cento – a studiare gli altri maschi nel lek, per farsi un’idea della concorrenza. Può sembrare una perdita di tempo, ma secondo Yorzinski non è così. «I maschi possono anche infilarsi in qualche lotta piuttosto dura tra loro», spiega.
Ma tutto quel soffiare e sbuffare è davvero necessario? Sfortunatamente sì: i pavoni femmine sono un pubblico piuttosto sgarbato. In alcuni studi in cui sono stati monitorati gli occhi delle femmine, Yorzinski ha scoperto che spesso non si curano del ricco piumaggio dei maschi. I loro occhi vagano in giro mentre beccano a terra con nonchalance, anche quando un maschio inclina le penne controluce in un arco di lucente iridescenza. Per farsi notare, i maschi devono giocare tutti i loro assi nella manica (compreso l’inganno: sanno fingere falsi versi di accoppiamento per far credere di aver ottenuto più femmine di quanto ne abbiano avute davvero).
«I maschi possono combattersi quanto vogliono, e probabilmente si piazzeranno in un buon punto di passaggio delle femmine, ma alla fine saranno sempre le femmine a decidere».
Ma ricordiamolo: chi tra noi non si è mai svilito in nome dell’amore? Chi non è mai bruciato di così tanta passione che, per almeno un momento, ha perso la testa e ha dimenticato sé stesso nella ricerca solitaria di un altro sfuggente? Senza lo sguardo dell’altro – «l’unico presupposto che rende la nostra esistenza sopportabile è che qualcuno ci stia guardando», come dice lo scrittore Tom Stoppard – anche noi saremmo scoperti in tutti i nostri disperati atti di affetto, «mentre ogni gesto e ogni posa si perdono nell’aria sottile e disabitata».
Perché l’amore, a quanto pare, è come la coda di un pavone: cieca ma piena di occhi.








venerdì 29 gennaio 2016

E' l'abito che fa la mirada ?

Quando l'abito fa la Tanguera.
Cosa succederebbe se i tuoi abiti potessero interagire con gli sguardi delle persone che ti stanno osservando?
 E’ questa la domanda da cui è partita l’artista americana Behnaz Farahi per dar vita al suo Caress of the gaze, carezza dello sguardo, un indumento creato utilizzando una stampante 3D e totalmente interattivo. Munito di video camera collegata alla sua “muscolatura”, quest’abito è in grado di identificare il sesso e l’età della persona che ti osserva e comunicare con il suo sguardo.

Sono molto affascinato dallo sviluppo avvenuto in questi anni e  per quanto ci è utile giornalmente l'informatica ed i suoi apparati, personalmente ne faccio uso  sia privatamente che in ambiente lavorativo e li trovo molto utili.

Ma in realtà vogliamo veramente lasciare alla " tecnologia " il piacere ed il gusto di certe prerogative umane ? 

 Posso comprendere che in ambito della sicurezza un abito con sensori intelligenti connessi ,  possano essere un valido strumento di monitoraggio per la salvaguardia delle persone ,
ma non accetto che sostituisca la mia intuizione in particolare in certi momenti della mia vita privata , non lascio gestire le mie emozioni ad un computer o meglio da un software.
Certamente è interessante e stimola curiosità per le sue applicazioni  estetiche , un’abito altamente tecnologico oltre che affascinante, sia per i suoi colori, ma soprattutto per i suoi movimenti che lo rendono quasi vivo. 
Che sia l’abito del futuro?